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norme redazionali


PRINCIPALI NORME REDAZIONALI

 

 

 

FILE DI TESTO

I file di testo devono essere forniti in una delle seguenti estensioni (.doc; .docx; .rtf).

Sono previsti 3 tipi di carattere Normale,  CorsivoGrassetto.

 

ATT: Si prega di non usare macro, fogli stile e di attenersi alle formattazioni indicate di seguito. Se si deve copiare un qualsiasi testo dal web, si prega di usare la funzione “Incolla speciale”, in modo da eliminare le formattazioni e i link nascosti.

Corpo del testo: Times New Roman (N. R.), corpo 12, interlinea 1,5, rientro 1,25 cm prima riga di ogni capoverso

Titolo del saggio: Times N. R., corpo 14

Sottotitolo del saggio (se previsto): Times N. R., corpo 12

Titolo capitoli: Times N. R., corpo 12; 2 interlinee bianche tra fine testo precedente e titolo

Titolo paragrafi: Times N. R., corpo 12, corsivo, con testo corrente a seguire (es: La famiglia Ferretti. – Jacopo Ferretti sposa…); 1 interlinea bianca prima del titolo

Note a piè di pagina: Times N. R., testo normale corpo 10;  interlinea singola; numerazione automatica (usando la funzione di word  “Inserisci”> “Nota a piè di pagina”). Il richiamo di nota nel testo va ad apice e dopo il segno di interpunzione

 

CITAZIONI

Citazione di testi se più lunghi di 5 righe: Times N. R. corpo 11; rientro 0,5 a destra e a sinistra; 1 interlinea bianca prima e 1 dopo la citazione. L’interruzione di citazione va segnalata tra parentesi quadre […]

Citazioni brevi: nel corpo del testo fra caporali (« …»). Nel caso dei versi, la divisione fra verso e verso sarà segnalata da una barra (/); due barre (//) indicheranno invece la separazione fra quartine e terzine o comunque fra le strofe di un componimento

Sonetti di Belli: è preferibile, se non vi sono motivi particolari, citare i sonetti di Belli nell’edizione TeodonioG.G. Belli, Tutti i sonetti romaneschi, a c. di M. Teodonio, 2 voll., Roma, Newton & Compton, 1998. È possibile scaricare il solo testo e note belliane da qui 

Virgolette: usare caporali (« ») per le citazioni e i titoli di riviste ; doppi apici (“”) per modi di dire, nel senso di cosiddetto o per citazioni nella citazione

 

 

CARATTERI

MAIUSCOLO: si usa per i numeri d’ordine di papi, re, imperatori, ecc. (es: Carlo V, Benedetto XVI, ecc.); per indicare i secoli (XX, XXI ecc.); per l’annata di una rivista, di un periodico («il 996», III 2005; per il numero d’ordine di un volume in più tomi, ciascuno dei quali abbia numerazione autonoma di pagine (G. Janni, Belli e la sua epoca, Milano, Del Duca, 1967, II pp. 390-96).

Nel testo corrente è opportuno, come criterio generale, limitare l’uso delle maiuscole, mantenendole per i sostantivi che indicano un’istituzione, un luogo ecc. (Camera dei deputati, Senato, Parlamento, ministro dell’Agricoltura, Impero, Papato, Chiesa, Comune ecc.) abolendo invece le maiuscole di rispetto. Si scriverà quindi: san Francesco, battesimo, presidente della Repubblica, sindaco di Roma ecc.

Per alcune parole, come paese e stato l’uso della maiuscola può servire ad evitare equivoci. Per cui si scriverà: abita in un piccolo paese, ma il Paese (nel senso di nazione) è al tracollo.

Per partiti politici, enti e istituzioni di norma si usa la maiuscola per la prima parola, la stessa regola vale per le sigle.

 

CORSIVO: l’uso del corsivo, invece, è previsto per:

- titoli di volume, di articoli e di opere d’ogni genere (vanno invece in tondo titoli di capitoli, di parti e di sezioni di un’opera: p. es. Prefazione, Introduzione ecc.)

- parole o brevi espressioni in lingua diversa da quella del testo, che seguiranno le flessioni proprie della lingua originale.

Vanno però in tondo

-le parole in lingua straniera divenute di uso comune in italiano

-le citazioni in lingua straniera di passi brevi o lunghi che siano

-i nomi propri stranieri di associazioni, cariche pubbliche, istituzioni ecc.

 

 

INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE OBBLIGATORIE 

Per i volumi: Autore, titolo, eventuale curatore, luogo di stampa, editore, anno di stampa (con in esponente l’eventuale numero d’ordine dell’edizione), pagina da cui è tratta l’eventuale citazione:

 

S. Corazzini, Poesie edite e inedite, a c. di S. Jacomuzzi, Torino, Einaudi, 19682

 

Per i singoli contributi pubblicati in riviste, periodici, annali, quotidiani, ecc.: Autoretitolo del contributo, in «titolo del volume o della testata» (fra caporali), anno della rivista (in numeri romani), eventuale numero del fascicolo (solo se la numerazione dell’annata non è continua), anno solare (non preceduto da virgola), pagine occupate dall’articolo:

 

A. Spotti, ggb ovvero 996. Firme, sigle e crittogrammi nelle sottoscrizioni di G.G. Belli, in «il 996», II, 1 2004, pp. 5-13

G. Spagnoletti, «Oh reo caso! Andiamo a cena». La “doppia verità” di Belli, in «il 996», II, 2 2004, pp. 5-30.

 

Per i volumi miscellanei non si userà l’indicazione AA.VV. (Autori Vari).

Se il singolo articolo è pubblicato nel corpo di una raccolta di saggi del medesimo autore, si premetterà al titolo della raccolta l’indicazione Id., (Ead., se si tratta di autrice); ove possibile, poi, subito dopo il titolo dell’articolo si segnalerà, in parentesi quadre, la data della prima pubblicazione dell’articolo stesso:

 

M. Mazzocchi Alemanni, Unità dei sonetti [1942], in Id., Saggi belliani, a c. di L. Lattarulo e F. Onorati, Roma, Editrice Colombo, 2000, pp. 17-25.

S. Luttazi, Lo Zibaldone nella produzione letteraria di Giuseppe Gioachino Belli, in Ead., Lo Zibaldone di Giuseppe Gioachino BelliIndici e strumenti di ricerca, Roma, Aracne, 2004, pp. 13-89.

 

Per quanto riguarda gli Atti di Convegni, il titolo del volume che li raccoglie andrà in corsivo come ogni altro titolo.

L’indicazione bibliografica deve essere completa soltanto la prima volta che si cita un’opera (con il nome di battesimo dell’autore puntato); nelle occorrenze successive del medesimo saggio o volume essa potrà essere drasticamente ridotta: solo cognome dell’autore, titolo dell’opera in corsivo e in forma abbreviata, pagina/e. Non usare op. cit.:

 

G.G. Belli, Tutti i sonetti romaneschi, a c. di M. Teodonio, 2 voll., Roma, Newton & Compton, 1998, I, pp. 541-42 (NOTA: si omettono le centinaia quando uguali);

G.G. Belli, Lettere inedite a Mariuccia, a c. di M. Vignali, Roma, Aracne, 2003, pp. 30-31;

Belli, Tutti i sonetti, cit., pp. 320-23;

Belli, Lettere inedite, cit., p. 106

 

Quando si richiama un’opera citata nella nota immediatamente precedente si usa:

- l’abbreviazione Ibid. (in corsivo) senza altre indicazioni se la citazione si ripete senza soluzione di continuità e tutti i suoi elementi rimangono invariati

- l’indicazione Ivi (in tondo) se la citazione si ripete senza soluzione di continuità ma vi sono varianti

G.G. Belli, Tutti i sonetti romaneschi, a c. di M. Teodonio, 2 voll., Roma, Newton & Compton, 1998, I, pp. 541-42

Belli, Ibid.

Belli, Ivi pp. 630-42

 

 

ABBREVIAZIONI

anno, annata   a.

a cura di          a c. di (curatori in A/b)

capitolo/-i       cap./capp.

citato              cit.

confronta        cfr.

eccetera           ecc.

edizione           ediz.

fascicolo          fasc.

introduzione    intr.

manoscritto/-i ms./mss.

nota                n.

nuova serie      n.s.

pagina/-e        p. / pp.

paragrafo/-i     par./parr.

ristampa/-ato   rist.

seguente/-i       sg./sgg.

sonetto                       son.

tomo               t.

vedi                 vd.

volume/-i         vol./ voll.

 

 

MINIMALIA

 - Segni di aferesi: nelle poesie dialettali va riportato sempre così ’ (es: ’na) non ‘ (es: ‘na)

- Riportare sempre a È la III persona del pres. ind., che erroneamente molti scrivono E’

- L’accento su poiché, né, perché, giacché, ecc. deve essere acuto

- Quando appesantisca, meglio omettere la d eufonica nelle preposizioni

- Non si apostrofano le preposizioni articolate in lingua (diverso il discorso per i dialetti). neppure quando le vocali che s’incontrano sono uguali: gli ignorantile effemeridi, gli idilli, non gl’ignorantil’effemeridigl’idilli.